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La tua attività è in crisi? 

In periodi di forte crisi, come quelli attuali, molte imprese hanno necessità di ridefinire e ristrutturare le loro esposizioni debitorie verso gli istituti finanziari e verso i debitori. Valuta insieme a noi un piano di risanamento del debito. Sfrutteremo insieme tutti i vantaggi dell’ Art.67 della legge fallimentare riformata mettendoti al riparo dall’insolvenza verso i creditori. Saremo noi a trattare con loro, sollevandoti da questa incombenza.

Con il servizio ristrutturazione debito e soluzioni aziendali ti seguiremo dalla A alla Z per curare la ristrutturazione del tuo debito e sanare la crisi della tua azienda.

Con un’esperienza ultra ventennale in materia fallimentare saremo al tuo fianco anche in questa evenienza.

 

Come porre fine ad una convivenza non più tollerabile

Con il nuovo strumento della negoziazione assistita, potrai ottenere una separazione consensuale in poco  più di un mese.  La stessa rapidità anche in caso di divorzio consensuale.

Se invece manca l’accordo potrai agire per una separazione giudiziale avvalendoti della nostra assistenza che vanta esiti più che positivi anche in materia di affido di minori.

 

Come impugnare una cartella esattoriale o una multa 

Le cartelle esattoriali vanno impugnate esclusivamente davanti al giudice (ordinario o tributario, secondo la natura del tributo) nel termine
perentorio di trenta giorni. In alcuni casi è possibile impugnare la cartella esattoriale anche oltre tale termine, ma si tratta di casi particolari, che vanno esaminati volta per volta.

.Le multe vanno impugnate con un ricorso al Prefetto oppure con ricorso al Giudice di pace entro trenta giorni da ricevimento.
È importantissimo conservare sempre la busta con la quale viene recapitata la multa o la cartella esattoriale: si tratta dell’unico modo per dimostrare di essere ancora nei termini per proporre il ricorso.
Maggiori informazioni possono essere richieste a studiolegaledepalma@libero.it o fissando un appuntamento.

 

Come ottenere il risarcimento per l’eccessiva durata del processo 

L’ordinamento italiano ha predisposto una speciale procedura (legge 24 marzo 2001 n. 89: c.d. legge Pinto) per ottenere il risarcimento del danno derivante dall’ eccessiva durata di un processo civile, penale o amministrativo. Più precisamente, la legge 89/2001 riconosce il diritto ad ottenere il risarcimento del danno patrimoniale o non patrimoniale derivante dalla violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all’articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione stessa (art. 2).

La legge, nel suo nuovo testo, prevede espressamente che il termine ragionevole di durata di un processo sia di tre anni per il primo grado, di due anni per l’appello e di un anno per il giudizio di cassazione.

Lo Studio cura una considerevole mole di ricorsi per equa riparazione con ottimi risultati.

Maggiori informazioni possono essere richieste fissando un appuntamento.


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